La rete monofila contro la cimice asiatica

Si chiama Halyomorpha Halys, volgarmente nota come cimice asiatica e sta per diventare l’incubo peggiore per molti frutticoltori in Italia e in Europa. Ha raggiunto il territorio italiano ormai da alcuni anni e ha già causato ingenti danni alle coltivazioni di pera e mela specie in alcune zone dell’Emilia Romagna, facendo del nostro paese il primo in Europa in cui la cimice abbia causato danni consistenti alle colture.

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I primi esemplari sono stati individuati per caso nella zona di Modena nel 2012 e gli studi condotti negli anni successivi hanno comprovato una capacità invasiva e di adattamento dell’insetto piuttosto elevata, con oltre il venti per cento degli insetti che sono in grado di resistere al periodo invernale. Questo, unito a una capacità riproduttiva di due generazioni ogni anno e diversi stadi di sviluppo durante il periodo estivo, fa della cimice asiatica una minaccia da prendere in seria considerazione, tanto più che la lotta chimica si è dimostrata scarsamente efficace data la notevole mobilità dei giovani adulti.

I parassiti si nutrono di zuccheri succhiati dai frutti che vengono così danneggiati irreparabilmente. Nell’ultima stagione, nella provincia di Modena, alcune aziende hanno subito danni fra ottanta e cento per cento e hanno deciso di non raccogliere i frutti pendenti. Le varietà più colpite sono William e Santa Maria per le pere, varietà più tardive come Abate Fetel, il melo e in misura minore il kaki. Il trattamento con insetticidi mirati, oltre a compromettere la salubrità del prodotto, crea grossi problemi in quanto il residuo aggiunto sui frutti non è ammesso nelle tabelle della grande distribuzione organizzata nazionale ed estera.

Come difendere i propri frutteti?

Come dimostrato, fra gli altri, dagli studi di Stefano Vergnani e Stefano Caruso riferiti alla carpocapsa, le reti antinsetto monofila offrono le migliori garanzie per una protezione completa e salubre sia per i consumatori che per l’ambiente, con un ritorno dell’investimento piuttosto soddisfacente. È comprensibile che ciò possa essere esteso anche al caso dell’Halyomorpha Halys. Come si legge in uno studio condotto nel periodo 2011-2013, se si ipotizza una durata delle reti di dieci anni, il limite di convenienza è individuato in un incremento della produzione lorda vendibile del 8%.  L’esperienza di Spinazzè in questo tipo di impianti, di cui esistono più esempi nella zona di Ferrara, conferma i vantaggi di una scelta di questo tipo.

Le reti monofila costituiscono una barriera fisica multifunzionale che protegge da uccelli, miridi e insetti. Una scelta corretta dei materiali e del tipo di installazione aiuta a controllare efficacemente l’umidità relativa e agevolare la circolazione d’aria. Spinazzè mette a disposizione tecnici e impiantisti per una verifica dei propri impianti e una valutazione della soluzione migliore sia a livello di rete monofila che di copertura totale.

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