100 anni in giallo | vol. 1 Eddy Merckx

100 anni in giallo | vol. 1 Eddy Merckx

La Maglia Gialla compie cento anni ed è oggi più che mai il simbolo del ciclismo mondiale, un pezzo di storia che viene tramandata dai campioni, insieme alle loro leggende, avvolte nel fascino di un arrivo iconico come quello degli Champs Elysees. Ma il giallo è anche un colore che parla subito del Tour de France, della sua estate con i girasoli nei campi e i camper in attesa sotto il caldo infernale di luglio.

Giallo come la divinità. Eddy Merckx.

Con la Grand Départ del Tour de France a Bruxelles ci si è resi conto di quanto Eddy Merckx sia davvero un’intramontabile eroe nazionale. Una specie di Garibaldi, eroe di diecimila mondi, in quel mondo folle che è il ciclismo del quale è quasi il dio indiscusso. La faccia di Eddy – il cannibale, a lui non piaceva molto che lo si chiamasse così – era davvero ovunque, come a ricordare che per vincere ci vuole poco – o quasi – ma per farsi ricordare ci vuole di più.

Al di là del suo infinito palmares – ci vorrebbe una vita e mezza per leggerlo tutto – Merckx ha avuto un rapporto glorioso e duraturo con la maglia gialla che ha indossato per la prima volta nel 1969, al suo primo Tour, dove vinse inarrestabilmente sei tappe, arrivando a Parigi con venti minuti sul secondo. La gialla del 1970 ha un significato ancora più speciale: è quella della sua prima doppietta Giro-Tour che ripeterà l’anno seguente. La pausa del 1973 dalla corsa francese non cambia la sua fame, anzi: nel 1974 torna a vincere la Grand Boucle, in quelli che, secondo molti, sono gli ultimi mesi folgoranti della sua incredibile parabola di successo. Cinque Tour che, in ogni caso, non raccontano fino in fondo tutto l’orgoglio che ha saputo suscitare nei belgi una figura così iconica in maglia gialla.

Giallo come il sole. Le reti foto selettive.

Non sono solo belle e colorate da vedere: le reti antigrandine foto selettive, oltre a proteggere le piante fa frutto, agiscono sullo sviluppo delle piante modificando quantità e qualità della luce disponibile. La colorazione gialla a effetto foto-selettivo permette una maggiore luminosità e uniformità di luce nel frutteto e successiva maturazione dei frutti.  Inoltre influenza in modo positivo la capacità foto sintetica della pianta, aiuta la formazione della massa vegetale, permette di avere una maturazione anticipata e conferisce una colorazione spiccata a frutti come mele e pere. Non è tutto: secondo l’agronomo Fabio Mainardi dell’Università Politecnica delle Marche, le reti colorate gialle attirano gli impollinatori, favorendo la fruttificazione fin dalla fase di fioritura.