Un settembre di grandine e cimici asiatiche: come difendersi?

Dopo una primavera tutt’altro che facile (gelate tardive ad aprile), è arrivato un finale d’estate da incubo per molte zone votate alla coltivazione di vite e frutta in Italia. Tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre infatti grandinate violentissime hanno distrutto ampie parti di raccolto nel nord Italia. A questo problema si aggiunge un altro “ospite” davvero fastidioso che già da qualche anno sta facendo tremare gli agricoltori: la cimice asiatica (halyomorpha halys). E’ proprio a partire da una panoramica su questi problemi che cercheremo di proporre quella che per noi al momento è l’unica soluzione davvero sicura ed efficace, l’installazione di reti antigrandine e reti anti-insetto.

Ma ripercorriamo brevemente quello che è accaduto. Di seguito le foto della tempesta che ha colpito Rolle, Cison di Valmarino e dintorni a inizio settembre causando danni ingenti alle viti di Glera da cui viene prodotto in celebre Prosecco.

Sempre a Rolle una foto emblematica che ci mostra lo stesso appezzamento prima e dopo la tempesta.

Le grandinate hanno colpito tutto il nord Italia, il Veneto, il Trentino-Alto Adige, la zona del Garda, alcuni settori della Franciacorta e il Lago d’Iseo, ma anche nel Bolognese e in Romagna. Il video che proponiamo qui di seguito documenta proprio uno di questi episodi avvenuti nella zona San Maurizio (Reggio Emilia).

Anche i coltivatori di frutta hanno tremato di fronte a simili eventi atmosferici. In questo caso però, la diffusione degli impianti di protezione antigrandine ha favorito la difesa delle piante e la salvaguardia del raccolto. Come già abbiamo avuto modo di evidenziare sul nostro blog, la tenuta degli impianti di copertura antigrandine, specie in grandi appezzamenti, si ottiene soltanto grazie all’impiego di installatori qualificati e l’utilizzo di materiali appropriati al tipo di impianto, al terreno, alla collocazione geografica. Il caso più recente è quello del nostro storico cliente La Tiepola, in Friuli Venezia Giulia. A seguito della copiosa grandinata di inizio settembre, come si vede nelle foto di seguito, l’impianto ha evidenziato una buona tenuta. Il peso della grandine accumulata non era tale da innescare il rilascio delle placchette e questo a consentito di testare la resistenza di tutta la struttura al peso della grandine caduta oltre che all’azione del vento.

Difendersi anche in vigneto oggi è possibile

Come abbiamo visto i danni maggiori dopo la grandine si contano nei vigneti, proprio perchè si tratta di una coltivazione che tradizionalmente si tende a coprire meno, soprattutto per il tipo di pianta e le difficoltà date dalla conformazione del terreno in molte zone. Già alcuni anni fa Spinazzè, in collaborazione con i partner austriaci di Fruit Security (esperti mondiali per quanto riguarda i sistemi antigrandine e l’impiantistica per frutteti) ha dato il via alla sperimentazione in questo campo, cercando le soluzioni migliori per una copertura del vigneto che fosse sicura ma anche funzionale da un punto di vista delle attività agronomiche. Da più di un anno ormai sul nostro sito trovate una sezione dedicata con tutte le informazioni del caso e alcuni esempi di filari realizzati. Proponiamo di seguito altri esempi di realizzazioni di questo tipo.

 

Dopo la grandine gli insetti: il caso Halyomorpha Halys

Oltre alle difficoltà dovute alle precipitazioni atmosferiche, da qualche anno esiste un problema in più. Si tratta di una specie aliena di insetti (ovvero non appartenente al nostro ecosistema) che ha fatto razzìa già in molte coltivazioni di melo, pero, pesco, kiwi e anche vite: Halyomorpha Halys, volgarmente nota come cimice asiatica. Ne parlavamo proprio su questo blog già due anni fa quando iniziavano a registrarsi i primi casi anche in Italia. Stagione dopo stagione il problema si è fatto sempre più evidente, con il moltiplicarsi di convegni e incontri informativi dedicati alla cimice in varie parti d’Italia. Nell’ultimo workshop organizzato dalla Provincia di Treviso per fare il punto della situazione, gli interventi di esperti dell’Università di Padova hanno delineato un quadro tutt’altro che rassicurante proprio per la difficoltà di affrontare in maniera efficace un parassita che nel nostro ecosistema non incontra gli antagonisti naturali con cui è abituato a confrontarsi nelle regioni asiatiche da cui proviene.

Come sappiamo la lotta chimica oltre a comportare costi ambientali e per la salute non indifferenti, non sempre si è rivelata soluzione efficace e duratura per arginare la diffusione della cimice asiatica. Come è stato esposto nel convegno trevigiano di inizio giugno riassunto in questo blog: esistono insetticidi efficaci (anche 100% di potere abbattente), ma hanno efficacia solo se impiegati a contatto diretto (leggi: spruzzo l’insetticida direttamente addosso alla cimice); dopo 2/3 giorni l’effetto insetticida crolla drasticamente (leggi: se una cimice arriva su una pianta trattata ieri non è detto che ci rimanga secca). Nel caso dei vigneti poi la situazione è estremamente delicata dal momento che “Esiste il rischio che gli individui schiacciati nella fase di pressatura rilascino odori sgradevoli nei mosti. Pertanto, la vendemmia rappresenta una fase delicatissima” come ha sottolineato il professor Carlo Duso, docente di Entomologia Agraria all’Università di Padova.

Come proteggere il proprio raccolto?

Allo stato attuale sono le barriere fisiche le uniche ad offrire garanzia di successo. Parliamo ad esempio delle reti monofila, o degli impianti a copertura totale che chiudono completamente il frutteto. Si tratta di investimenti importanti che vanno attuati in maniera oculata affidandosi a professionisti competenti. La nostra esperienza nel settore ci consente di accompagnare il cliente nelle proprie scelte con cognizione di causa.

Nel caso delle reti monofila l’impianto protegge da uccelli, miridi e insetti. Una scelta corretta dei materiali e del tipo di installazione aiuta a controllare efficacemente l’umidità relativa e agevolare la circolazione d’aria.

Le reti che utilizziamo maggiormente sono reti anti insetto carpocapsa 4×4 di cui forniamo alcune informazioni qui di seguito:

  • Materiale: polietilene alta densità PEHD stabilizzato U.V.
  • Resistenza a rottura: circa 3 kg a monofilo
  • Fili in 10 centimetri: ordito 20 fili x2 trama 37 fili
  • Colori disponibili: kristal, grigio, nero
  • Ordito: monofilo Ø 0,30 mm
  • Trama: monofilo Ø 0,30 mm
  • Peso: circa 62 g al m2

Come si diceva si tratta di investimenti importanti che però si ripagano nel giro di pochi anni, come dimostra questo studio pubblicato su Informatore Agrario. Inoltre è di qualche giorno fa la notizia che la Regione Emilia-Romagna ha approvato il bando da 10 milioni di euro nel Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 rivolto alle imprese agricole del territorio, finalizzato a mettere in campo interventi di prevenzione contro la cimice asiatica. E altre regioni in Italia stanno prendendo provvedimenti in questo senso.