Tra il Prosecco e lo Champagne: Peter Sagan in maglia verde per la settima volta

L’edizione 2019 del Tour de France è stata una delle più combattive e spettacolari in assoluto. Tra il passaggio nelle terre dello Champagne, le colline del Prosecco nominate patrimonio UNESCO e la settima maglia verde per Peter Sagan abbiamo passato un luglio indimenticabile.

Peter Sagan nella storia: settima maglia verde al Tour de France.

Dopo aver uguagliato il record di Erik Zabel nel 2018, Peter Sagan fissa una nuova asticella nell’albo d’oro del Tour de France. Per la settima volta, il corridore slovacco della Bora-Hansgrohe ha conquistato la maglia verde della classifica a punti sugli Champs-Élysées di Parigi. Un risultato storico che ci rende orgogliosi di essere al fianco di un atleta e un team di questo livello. Infatti, se la maglia di Peter era saldamente sulle sue spalle, il thrilling della lotta per il podio finale ci ha tenuto incollati alla televisione come bambini: Emanuel Buchmann si è battuto con i migliori fino alla fine, riuscendo a terminare quarto in classifica generale, a soli venti secondi dal podio parigino e a 1’56” dal vincitore Egan Bernal.

Il Tour, lo Champagne e il Prosecco

Il passaggio del Tour de France attraverso le storiche zone dello Champagne è stato uno dei più suggestivi di questa edizione ed è collegato a doppio filo ad un’altra importante realtà italiana – le colline del Prosecco DOCG – che sono state da poco nominate Patrimonio dell’UNESCO. Uniti dalle bollicine, separati dalle estreme diversità di territorio e di vitigno, ecco cosa caratterizza le due etichette che ci accompagnano nelle celebrazioni più importanti.

Per quello che riguarda la zona di produzione, Il Prosecco superiore è una DOCG di alta collina situata a circa cinquanta chilometri da Venezia. L’area storica di produzione è circoscritta a quindici comuni del Veneto, tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene. La denominazione della Champagne, invece, si estende a Nord della Francia, tra le città di Reims ed Épernay che quest’anno è stata sede di un arrivo di tappa proprio della Grande Boucle. Nello specifico, il terroir champenois si distingue dagli altri per la doppia influenza climatica: oceanica e continentale. Il sottosuolo è unico per la sua composizione in prevalenza calcarea, che garantisce alla vite una costante irrigazione naturale. Gli antichi suoli del Conegliano Valdobbiadene invece sono formati da fondali marini e lacustri e le colline sono state poi rimodellate dai ghiacciai delle Dolomiti, costituiti da conglomerati di roccia e sabbia, argillosi e ferrosi. Il Prosecco viene prodotto principalmente con il Metodo Charmat, viene quindi spumantizzato in autoclavi sotto pressione. Solo una piccolissima parte viene prodotta con il Metodo Classico, ossia spumantizzato in bottiglia, a differenza dello Champagne che si produce esclusivamente con Metodo Classico. Le differenze sono sostanziali anche nella consumazione: lo Champagne può invecchiare per anni prima di raggiungere il meglio di sé mentre il Prosecco dà il suo meglio nel primo anno. Se quest’ultimo è il vino da aperitivo per eccellenza, lo Champagne – essendo più complesso – è perfetto da abbinare a tavola e con svariati piatti.

I pali Spinazzè sulle colline UNESCO del Prosecco.

Dal 7 luglio 2019, le colline di Conegliano Valdobbiadene sono il cinquantacinquesimo sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.
Siamo orgogliosi di questo risultato perché questo non è solo un territorio dalla bellezza paesaggistica e agricola unico, è anche un luogo speciale per la nostra azienda, uno dei cuori pulsanti della nostra attività.

Dal 1970, infatti, i pali Spinazzè sono piantati nei vigneti di queste rive. In questi decenni abbiamo seguito le storie dei contadini che hanno perseguito una vera e propria viticoltura eroica su queste colline e li abbiamo visti crescere, anno dopo anno, assistendo anche allo sviluppo di cantine vinicole oggi molto prestigiose. Con lo sviluppo della consapevolezza ambientale e della tutela del paesaggio, i pali in acciaio cor-ten hanno sostituito quelli in cemento precompresso. Non solo questi pali hanno un’estrema facilità di posa ma il cor-ten è uno speciale tipo di acciaio che ha la caratteristica di autoproteggersi dalla corrosione elettrochimica con la formazione di una patina di ruggine che impedisce il progressivo estendersi della corrosione. Se la patina superficiale viene intaccata o scalfita, l’acciaio si ossida di nuovo per costruire una nuova protezione, garantendo un’incredibile durata nel tempo: uno dei multipli vantaggi di questo prodotto. Il colore dei pali è caratterizzato da una tonalità cromatica ossidata molto calda, gradevole alla vista e in totale sintonia con l’ambiente circostante, senza impattare con la bellezza del territorio e questo è più che mai essenziale in un sito protetto come le colline del Prosecco.