#Diaridalgiro | week 3

#Diaridalgiro | week 3

Dalla Valtellina fino alla suggestiva Verona, il viaggio lungo la terza settimana del Giro d’Italia ha attraversato la storia Spinazzé: la Val di Non con il nostro rivenditore storico Gianfranco Pilati, il trevigiano con l’aria di casa e infine le realtà emergenti di montagna con due consorzi che hanno a cuore il territorio e la sua valorizzazione. Un intrigo di paesaggi e colture diverse che ci hanno portato a chiudere un’esperienza incredibile ed emozionante alla scoperta della tradizione agricola italiana. Ecco cosa abbiamo visto in questi ultimi giorni.

Sedicesima tappa, lovere – ponte di legno

Lovero

Nel cuore della Valtellina, dove la regina indiscussa è la mela, Davide Giudice coltiva questo succoso frutto, assieme al padre, nell’azienda di famiglia. Qui, in circa nove ettari di terreno, nascono mele Stark, Gala, alcune Golden e, recentemente, Swing. Il settanta per cento della coltivazione che si estende sui fianchi della Valle, è sotto rete anti-grandine e gli impianti sono tutti palificati con pali Spinazzé.

DICIASSETTESIMA TAPPA, COMMEZZADURA – ANTERSELVA DOVE SPINAZZE’ HA FATTO LA STORIA

Una delle tappe dolomitiche più intense e significative per l’azienda Spinazzè, passando per il luoghi dove la nostra azienda ha fatto la storia dell’impiantistica. In questa terra di meleti, dai primi anni 80, abbiamo palificato oltre 200 ettari all’anno, grazie al nostro storico e affezionato rivenditore Gianfranco Pilati che ci affianca da anni nei progetti più ambiziosi. Da oltre cinquant’anni siamo al servizio dei contadini che scommettono tutto sui loro frutteti e vigneti, e guardando la Val di Non, continuiamo a pensare che sia davvero speciale stare al fianco di chi lavora con dedizione.

DICIOTTESIMA TAPPA, VALDAORA – SANTA MARIA DI SALA
CONSORZIO VITICOLTORI DI ALPAGO

Lamosano

L’altopiano di Alpago è una realtà unica nel suo genere, ricca di molte tipicità. Abbiamo incontrato il neonato Consorzio Viticoltori di Alpago che ci ha spiegato come questa terra sia avara e generosa nello stesso tempo: si fa molta fatica a coltivarla ma offre poi dei prodotti con delle peculiarità fantastiche. Si coltiva mais, granoturco, il fagiolo “Mame” tipico della zona. Attorno agli appezzamenti di vigneti, abbiamo notato anche delle pecore alpagote al pascolo, una razza speciale autoctona che fa parte della tradizione di allevamento del territorio.
Il consorzio conta quindici soci costituenti e si occupa di esprimere una viticoltura compatibile e nel rispetto del territorio, scegliendo di piantare vitigni resistenti, nello specifico tre: due a bacca bianca (Solaris e Bronner) e uno a bacca rossa (Cabernet Cortis). Qui i piccoli appezzamenti di vigneti a circa mille metri sono forniti con i nostri pali cor-ten.

CA’ APOLLONIO HERITAGE
DICIANNOVESIMA TAPPA, TREVISO – SAN MARTINO DI CASTROZZA

Romano d’Ezzelino

Durante la nostra tappa di casa siamo andati a scoprire l’ambizioso progetto green di Ca’ Apollonio Heritage a Romano d’Ezzelino. Un’affascinante struttura ricettiva che offrirà ai suoi ospiti un’esperienza a tutto tondo, in un contesto agricolo che recupera saperi antichi e tecnologie all’avanguardia per produrre ortaggi, frutta, olive, cereali e uve, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle persone. La villa storica di origine cinquecentesca si trasformerà in un Boutique Hotel coniugando le atmosfere agricole con ambienti contemporanei, immersi nella natura. Inoltre verrà creato un agriturismo e una cantina con sedici ettari di coltivazione, esclusivamente a vitigni resistenti, in simbiosi con la terra e nel rispetto di chi la lavora. Qui, per l’impianto di questo progetto interamente sostenibile e bio, verranno usati i nostri pali cor-ten.

VENTESIMA TAPPA, FELTRE – CROCE D’AUNECONSORZIO FELTRINO

Feltre

Nel cuore della suggestiva Feltre, animata dalle centinaia di tifosi presenti per una delle partenze più attese del Giro, abbiamo incontrato i rappresentanti del Consorzio Coste del Feltrino che si occupa di riportare in auge la viticoltura autoctona che ha avuto il suo maggior splendore tra la metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, in particolare le più antiche varietà locali che sono la Pavana, la Bianchetta e la Gata. Un patrimonio inestimabile che merita di essere salvato, riscoperto e valorizzato.
Il consorzio è nato tre anni fa ed è composto da dodici aziende che hanno circa trenta ettari di vigneto sulle pendenze abbastanza elevate di queste montagne. “Il nostro obiettivo è ottenere la DOC” ci ha spiegato Enzo Guarnieri, socio e viticoltore, “Ma, proprio come quando vai in bicicletta, ci sono tre caratteristiche da tenere presenti: conoscere il territorio e la salita che si andrà a percorrere; salire del proprio passo, senza eccessi; essere tenaci”

VENTUNESIMA TAPPA, VERONA – VERONAAZIENDA GIANNI TESSARI

Soave

La fine di un lungo viaggio, tra Soave e Verona, non poteva che essere all’insegna del filo conduttore che ci ha guidato fino a qui: il rispetto del territorio, delle tipicità e della salute di chi lo lavora. Ecco quindi, accanto ai grandi classici veronesi, i vigneti di Gianni Tessari che a Montecchia di Crosara vinifica, tra le altre uve autoctone, anche il Solaris, una varietà resistente. Qui siamo presenti sul territorio con la particolare attenzione che il nostro rivenditore Cracco dedica ai piccoli agricoltori locali e alle loro esigenze. La zona delle Valli tra Soave e Illasi, tanti piccoli appezzamenti a coprire le pendici dei colli, negli anni un’alternanza di pali in cemento e di pali in acciaio cor-ten a simboleggiare l’evoluzione tecnica nei vigneti.