#diaridalgiro | week 1

#diaridalgiro | week 1

Il Giro d’Italia non è solo una corsa, è un viaggio tra i colori, i sapori e le tradizioni del nostro Paese. Abbiamo unito la nostra infinita passione per il ciclismo e il nostro lavoro, visitando e raccontando le aziende che ci hanno scelto e che sono attraversate dalla grande carovana della corsa rosa. Ecco cosa abbiamo scoperto durante questa prima settimana.

PRESENTAZIONE GIRO D’ITALIA
azienda santa giulia

San Pietro Capofiume

Una piccola eccellenza per la Grande Partenza del Giro d’Italia da Bologna. L’azienda Santa Giulia di San Pietro Capofiume nasce dalla passione della famiglia Ceccarelli che, alla terza generazione di commercianti ortofrutticoli , ora si cimenta nella produzione diretta di pere, a fianco di tanti agricoltori sparsi nella penisola italiana dalla Basilicata alla Puglia, dalla Emilia Romagna al Veneto che da oltre sessant’anni affidano a loro i propri prodotti.
Qui si sta costruendo un nuovo impianto con pali Spinazzè che si sviluppa su una superficie a corpo unico di sedici ettari e prevede uno schema di copertura a rete semipiana con chiusura completa anti-insetto a monoblocco con capezzagne coperte. Si caratterizza per una pianta a trapezio con chiusure laterali tramite tunnel su false file esterne che permettono il transito dei mezzi agricoli sempre sotto un’unica struttura con accesso da un unico portone nell’angolo dell’azienda.

prologo
AZIENDA BRUNELLI

Argelato

Il Giro racconta piccole grandi storie di sport, siamo andati a trovare Michele Brunelli, ex campione italiano di tiro alla fune che oggi segue la sua azienda agricola di 28 ettari (vigneti, pereti, meleti) a regime completamente biologico.

Socio consigliere della Orogel Fresco, anche lui, dal 2010, ha sposato il sistema di coltivazione della frutta con impianti con copertura antinsetto e antigrandine.

I suoi impianti a monofila sono stati realizzati dalla ditta Spinazzè in parte con pali in cemento ed in parte con pali in legno.

Le strutture si caratterizzano oltre che per la protezione integrale dall’aggressione di insetti, come la carpocapsa e la cimice asiatica, anche per una completa protezione dalla grandine con il grosso vantaggio di evitare i carichi verticali dovuti agli accumuli della grandine sospesi sui teli. Questa prerogativa sta evidenziando una lunga durata dei teli anche se prodotti di colore bianco proprio perché i fili in polietilene di cui sono tessuti non subiscono mai snervamenti da carico verticale da parte della grandine.

PRIMA TAPPA, BOLOGNA-BOLOGNA
AZIENDA I CARRI

Vicchio

L’azienda I Carri di Ponte a Vicchio ha circa venti ettari di coltivazione e si occupa di produzione e commercializzazione della frutta a regime totalmente biologico, scegliendo di piantare delle varietà particolari e autoctone nell’ottica di recuperare la tipicità del territorio, come per esempio l’uva fragola. Da qui si ricavano succhi che vengono messi sul mercato con questo valore aggiunto: non solo vengono prodotti con frutta esclusivamente fresca ma viene preservata la denominazione geografica. Proprio il questi giorni è stato fatto un investimento molto importante per un impianto di trasformazione della frutta fresca, per ridurre al massimo la filiera e l’impatto ambientale.

SECONDA TAPPA. BOLOGNA-FUCECCHIO
PODERE FONTECORNINO

Montepulciano

Fra le dolci e suggestive colline del paesaggio toscano, Podere Fontecornino è un’azienda agricola biologica che da tre generazioni coltiva mele per farle diventare succhi gustosi e pregiati sidri.
Qui, le numerose varietà coltivate vengono prodotte in totale armonia tra uomo e natura e nel pieno rispetto delle reciproche esigenze. E’ proprio la natura a scandire il ritmo di vita e lavoro, rispettando la cadenza dei cicli, producendo frutta di altissima qualità.

TERZA E QUARTA TAPPA. VINCI-ORBETELLO. ORBETELLO-FRASCATI.
AZIENDA BAGAGLINI

Velletri

L’entroterra laziale è famoso per la coltivazione dei kiwi in tutte le sue varietà. Bagaglini a Velletri è una realtà molto importante ed è il maggiore esportatore di frutta sul territorio. L’azienda nasce alla fine degli anni Settanta dalla passione di padre e figlio per l’agricoltura e oggi conta oltre settanta dipendenti e cento ettari di terreno. La produzione è tutta completamente biologico ed è incentrata appunto sul kiwi di Latina IGP: le sue caratteristiche lo rendono un prodotto davvero di eccellenza. Il frutto, arrivato in Italia nel 1978, è diventato ben presto un simbolo di questa regione. L’azienda ha anche un progetto enologico speciale di recupero dei vitigni autoctoni, sempre sulla linea green che la porterà ad essere, nel 2020, interamente biodinamica.

QUINTA TAPPA. FRASCATI-TERRACINA.
AZIENDA SCHIOPPA

Carinola

L’azienda agricola di Alessandro Schioppa nasce nel 2000 e si estende su dieci ettari basati sulla coltivazione di melo e pero con un’incredibile varietà di qualità. Coscia e Carmen per quanto riguarda le pere e Golden B, Fuji, Annurca, Pink Lady, Shiniko Red, Devil Gala per quanto riguarda le mele. In piccola parte vengono coltivate anche ciliegie e, a tal proposito, gli impianti realizzati con pali precompressi, hanno tutti una totale copertura anti-insetto e anti-grandine per scongiurare il fenomeno del cracking, ovvero del frutto che si spacca e non può più essere naturalmente venduto.
Per proseguire sulla via della qualità, tutte le piante qui sono dei Vivai Mazzoni.

AZIENDA CASTELLANO

Carinola

L’azienda di Nicola Castellano è arrivata oramai alla terza generazione, compiendo quasi cento anni di attività. La produzione che è sempre stata incentrata sulle pesche, ha preso una nuova direzione negli ultimi anni, aggiungendo alcune varietà di pere, a vantaggio di una differenziazione sul mercato. Anche qui le coperture sono tutte anti-grandine e anti-insetto con impianti realizzati con pali precompressi Spinazzé.

AZIENDA MANCINI

Mondragone

L’azienda Mancini è un’altra realtà che si occupa della coltivazione di pere Coscia e Carmen e le più conosciute e apprezzate qualità di mele. Esportatore anche nel basso lazio, oltre che nella zona del Casertano, Mancini ha aperto l’attività sui terreni del padre, portando avanti la tradizione e diventando professionista allo stesso tempo.

SETTIMA E OTTAVA TAPPA. CASSINO-S.GIOVANNI ROTONDO. VASTO-L’AQUILA.
FARNESE VINI

Ortona

La passione per il ciclismo spesso è unita al grande amore per il territorio. Valentino Sciotti ne è un esempio. Con la sua azienda sponsorizza la Nippo-Vini Fantini che è impegnata in questi giorni proprio al Giro d’Italia. La sua cantina Caldora di Ortona ci ha dato il benvenuto in Abruzzo in una rara mattina di sole di questa strana primavera. Su queste colline nascono vini come il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano d’Abruzzo, in una location veramente speciale in simbiosi con la natura. Il vigneto, curato nei minimi dettagli, è supportato dai nostri pali Spinazzè in un quadro davvero incantevole che racconta il carattere di questa Regione.

OTTAVA TAPPA. TORTORETO LIDEO-PESARO
PODERE CASTORANI

Alanno

Le grandi storie di sport ci affascinano sempre. Il campione di F1 Jarno Trulli, lasciando il circus, si è dedicato anima e corpo alla storica azienda Castorani dove attorno all’antica dimora che domina circa trenta ettari, si producono i classici vini abruzzesi, dal Montepulciano fino alla Passerina e al Pecorino, tutti in regime biologico, senza uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. Qui i pali in cor-ten Spinazzè si fondono con la visione delle colline, garantendo la naturalità del paesaggio, oltre che estrema praticità nel momento della vendemmia.

NONA TAPPA. RICCIONE-SAN MARINO.
AZIENDA TREMONTI

Forlì – Imola

L’azienda Tremonti della famiglia Navacchia è costituita da due corpi poderali, uno sulle colline imolesi, l’altro su quelle forlivesi dove produce San Giovese, Albana e Trebbiano. La superficie agricola complessiva si estende su circa cinquantacinque ettari, tutti coltivati a vigneto. I loro suggestivi vigneti sono supportati da pali Spinazzè in un regime completamente biologico, sposando la filosofia di una produzione completamente naturale, dalla vigna alla cantina. Nel comune di Imola si ricavano vini freschi e vivaci, in quel di Forlì i vini si fanno più complessi ed austeri ma il minimo comune denominatore resta la volontà di perpetrare la storia viticola romagnola più autentica.