100 anni in giallo | vol. 2 Marco Pantani

100 anni in giallo | vol. 2 Marco Pantani

La Maglia Gialla compie cento anni ed è oggi più che mai il simbolo del ciclismo mondiale, un pezzo di storia che viene tramandata dai campioni, insieme alle loro leggende, avvolte nel fascino di un arrivo iconico come quello degli Champs-Élysées. Ma il giallo è anche un colore che parla subito del Tour de France, della sua estate con i girasoli nei campi e i camper in attesa sotto il caldo infernale di luglio.

Giallo come la leggenda. Marco Pantani.

Non è un caso se tutti ancora lo cercano su una salita, ad una curva. Striscioni su striscioni come una preghiera che, se avesse le parole, racconterebbe semplicemente che i tifosi si aspettano di vederlo spuntare in piedi sui pedali come tutte le volte che ha tenuto mezzo mondo – o tutto quanto – incollato alla televisione. Non è una questione di essere italiani: Marco Pantani ha una storia drammatica e straordinaria: si è fatto amare per la sua allure di scalatore in fuga dalla sfortuna e dal mondo, è diventato la montagna stessa, incarnando il suo significato di solitudine e dolore e beatitudine. Basta dire “1998” per ricordare quanto sia profondo il suo legame con la Grande Boucle. Cinque minuti di ritardo da Jan Ullrich accumulati nella prima settimana e poi uno di quei miracoli di cui era capace lui fino all’attacco sul Galibier, il lancio della bandana sotto la pioggia e l’arrivo a Les Deux Alpes dove conquistò la maglia gialla. La portò fino a Parigi, coronando il magico anno della doppietta Giro-Tour. Forse Marco non vinse tanto quanto avrebbe voluto ma, come in molte altre cose, contò altro. Il ciclismo è una questione di attaccanti più che di vincenti: chi dà tutto per tutto, quella è una cosa che scalda il cuore da qui all’eternità.

Giallo come lo spirito di una terra. Il kiwi giallo in Romagna.

L’Emilia-Romagna è terra di frutteti, con una grande e appassionata tradizione nella coltivazione.
Proprio qui, da una ricerca dalla collaborazione dell’Università di Bologna e quella di Udine, è nato il kiwi Dorì: una varietà a polpa gialla, particolarmente succosa e saporita. Il frutto ha una maturazione precoce, è di ottima pezzatura con forma allungata e uniforme; il colore dell’epidermide è marrone chiaro con una polpa di colore giallo. Sulle coltivazioni di queste varietà risultano particolarmente efficaci le reti proprio le reti foto selettive che regalano al frutto una polpa più soda e un colore più intenso per la capacità che hanno di consentire maggiori livelli di fotosintesi rispetto a quelle più tradizionali.